Complesso monumentale

Il Complesso monumentale S. Maria Regina Coeli è un luogo di pace, lontano dal caos cittadino, situato nel cuore di Napoli dal 1561

La Fondazione Opera Pia “Casa Regina Coeli” si dedica alla gestione e alla cura dell’intero Complesso monumentale, mantenendo vivo un luogo che sembra essersi fermato nel tempo e che continua a raccontare la sua storia e a donare la sua essenza, da oltre cinque secoli. Ancora oggi è abitato da una comunità delle Suore della Carità di Santa Giovanna Antida Thouret. 

Situato nella parte più antica del Centro Storico di Napoli, sulla collina di Sant’Aniello a Caponapoli, la sua struttura fu concepita per isolare la vita di clausura dal caos cittadino, sfruttando l’andamento asimmetrico del tessuto urbano circostante e regalando, così, un’oasi di tranquillità nel cuore della città di Napoli.

Di origine tardo-rinascimentale, il complesso è stato sottoposto nel tempo a vari interventi strutturali e di abbellimento, incontrando lo sfarzo decorativo del Barocco napoletano e giungendo sino a noi come scrigno d’arte della Napoli antica.

Il Chiostro

Dall’ingresso del complesso, superata la portineria, il caos del centro storico di Napoli lascia improvvisamente spazio a un’oasi di silenzio, arte e natura: il Chiostro.

Nato nel Seicento come fulcro della vita di clausura delle monache Canonichesse Lateranensi, il Chiostro è oggi un luogo d’incontro, cultura e ospitalità, vissuto quotidianamente dalla comunità religiosa, dagli studenti della Scuola, dai visitatori e dagli ospiti della nostra Casa per Ferie.

La sua architettura Barocca risalente al 1682 è stata progettata da Francesco Antonio Picchiatti, tra i più illustri architetti del barocco napoletano. La struttura quadrangolare è definita da grandi archi sui quali si sviluppano i piani superiori del monastero, che inizialmente furono concepiti soltanto su tre lati del chiostro in modo da lasciare lo spazio libero alle logge sovrastanti dalle quali poter vedere il mare. Solo agli inizi del ‘900 venne aggiunta la quarta facciata del complesso, realizzando l’intera struttura odierna e dalla quale ancora oggi si gode di un suggestivo affaccio interno sul giardino e di una vista panoramica sulla città, sul Vesuvio e sul mare di Napoli.

All’inizio del giardino si trovano i busti di Santa Giovanna Antida Thouret e di San Vincenzo de’ Paoli. Essi testimoniano il passaggio storico del complesso alle Suore della Carità, avvenuto nell’Ottocento.


Un giardino che custodisce la lunga storia di cura e assistenza delle Suore della Carità, a cui diede vita Giovanna Antida nell’Ottocento, con la realizzazione di un orto botanico dedicato alla coltivazione di piante officinali utilizzate dalle suore per la preparazione di unguenti e rimedi medici, rendendo questo spazio un vero presidio scientifico e umanitario per l’epoca.

Al centro del giardino, composto oggi da esemplari di macchia mediterranea, piante esotiche ed antiche palme, spicca la fontana-pozzo, un’opera in marmo bianco sopraelevata di pochi gradini, circondata da quattro obelischi piramidali e sfere marmoree.

Il Chiostro, nella sua intatta dimensione intima ed autentica, è oggi accessibile agli ospiti della Casa per ferie, agli studenti ed ai visitatori del Complesso.

Il Parlatorio Imperiale

Il Parlatorio Imperiale è una vera gemma d’arte settecentesca, con le sue pareti decorate con sofisticati giochi prospettici e affreschi bidimensionali, realizzati alla fine del Settecento da uno degli scenografi del Teatro di San Carlo e le porte decorate in oro zecchino con eleganti richiami floreali.

Sul soffitto e alle pareti si nota l’uso della tecnica delle visaglie, incornicia le figure centrali di Sant’Agostino e Santa Monica, fondatori della regola dell’ordine e, ai quattro angoli della stanza, si trovano raffigurazioni allegoriche richiamanti i voti solenni pronunciati dalle monache: povertà, obbedienza, castità e clausura.

La scelta della clausura comportava il distacco completo dalla famiglia e dagli affetti terreni. Questo ambiente era l’unico varco di comunicazione che metteva in contatto le monache di clausura con il mondo esterno, fu pertanto progettato secondo i rigidi dettami della Controriforma, pensati per garantire la totale separazione fisica tra le religiose ed i visitatori, mediante un ambiente sdoppiato che divide un elegante salottino d’attesa dalla stanza nella quale si trovavano le monache di clausura, mediante due grate realizzate tramite una fitta doppia inferriata in ferro battuto, tuttora perfettamente conservata.

La durezza della sua funzione, sembra dissiparsi di fronte alla bellezza dei suoi ornamenti, resi possibili grazie alle donazioni delle prestigiose famiglie di provenienza delle monache Canonichesse Lateranensi (che seguivano la regola agostiniana), appartenenti alla più alta aristocrazia napoletana.

L’antica Farmacia

L’Antica Farmacia storica del Complesso Regina Coeli fu realizzata nell’Ottocento per volere di Santa Giovanna Antida Thouret, per la lavorazione delle piante officinali coltivate nell’orto botanico realizzato nel Chiostro. La farmacia fu necessaria per la preparazione e la distribuzione di medicamenti ai bisognosi dei bassi napoletani.

Per la lavorazione è stato realizzato un apposito grande bancone in legno con piano in marmo, giunto intatto fino a noi e, nei cui cassetti, durante un restauro avvenuto negli anni ’90, sono stati ritrovati incredibili reperti oggi esposti in apposite teche: pacchetti di medicinali d’epoca ancora pronti per la consegna ed etichette pronte all’uso.

L’ambiente conserva intatta la sua atmosfera originale, con un bellissimo armadio in legno nel quale sono custodite ampolle, vasi e boccette riportanti le originali etichette scritte a mano e contrassegnate da simboli grafici quali serpenti, papaveri e foglie. Tra i vari preparati e le polveri storicizzate spiccano i flaconi dei veleni medicinali.

Tra le teche si conserva ancora il “Manuale delle Dame di Carità“, un vero e proprio vademecum che guidava le suore durante le visite domiciliari, grazie al quale imparare a praticare salassi, medicare ferite e gestire le emergenze sanitarie direttamente nelle case dei malati. Sono inoltre esposti anche i consigli autografi, scritti di proprio pugno, da San Giuseppe Moscati, celebre “medico dei poveri” di Napoli.

La pavimentazione presenta pregiate riggiole napoletane (mattonelle in ceramica maiolicata) realizzate a cavallo tra Settecento e Ottocento dalla celebre famiglia di ceramisti Giustiniani, con la centrale raffigurazione del Dio della medicina Esculapio. Mentre nel retro della farmacia si trova, ancora intatta, l’antica ed affascinante cucina con i piastri in ghisa e gli alambicchi in rame.

Questa storica farmacia è rimasta attiva per secoli, con le ultime suore che hanno continuato a prepararvi soluzioni galeniche e rimedi fino agli anni ’70.

Grazie alla costante cura del luogo da parte delle Suore della Carità è oggi possibile visitarla ed ammirarne lo straordinario stato di conservazione ed il fascino senza tempo dei suoi arredi.

Il Refettorio

L’Antico Refettorio di Regina Coeli, costruito agli inizi del Seicento, è stato per secoli il luogo in cui le monache consumavano i pasti in silenzio e ha mantenuto questa funzione fino al 2023.

Prima di entrare, all’ingresso, è presente un’elegante fontana lavamani in marmo sulla quale è possibile ammirare lo stemma della famiglia nobiliare dei Gambacorta.

Un luogo dalla bellezza straordinaria che unisce pittura, musica e cultura, oggi è aperto alla collettività, per visite, convegni ed eventi culturali.

La grande volta a botte ospita un imponente ciclo di affreschi del Seicento dedicato all’Antico Testamento, dipinto da Michele Ragolia. Al centro spicca la scena di Mosè davanti al Faraone durante la piaga delle rane. Mentre sulla parete di fondo si trova invece una pregevole tavola del Cinquecento che raffigura il Miracolo della Santa Casa di Loreto.

Lungo le pareti corrono 85 stalli in legno del XVII secolo, tutti diversi l’uno dall’altro, intagliati da Domenico Viola e che originariamente assegnavano il posto a sedere di ciascuna monaca. Pur mantenendo come base comune il disegno di un vaso con fiori ed un diverso uccello, l’artista ha inserito in ogni stallo un animale differente tra cui anche gatti, cani ed agnelli.

Nell’Ottocento, quando le monache di clausura lasciarono il monastero, portarono via i quadri mobili dalle pareti, lasciandole spoglie. Al loro arrivo, Santa Giovanna Antida e le Suore della Carità decisero di decorare quei muri bianchi facendo dipingere delle frasi sulla carità tratte dalle Lettere di San Paolo. Le iscrizioni, tuttora perfettamente leggibili, furono scritte in francese, lingua d’origine della Santa.

Questo luogo conserva, inoltre, un legame con la musica dalle nobili radici. Grazie ad un’acustica naturale giudicata perfetta, grandi Maestri di Cappella risultano essere passati da qui. Tra questi, due pilastri della musica italiana: Domenico Cimarosa (dal 1795 al 1799) e, successivamente, Saverio Mercadante per altri cinque anni. Una tradizione di eccellenza che rivive ancora oggi, grazie alla cura del luogo ed alla sua apertura al pubblico, che ha fatto della sala uno splendido spazio per concerti di musica barocca, convegni ed eventi culturali.

La Sala del Consiglio

La Sala del Consiglio o Sala del Capitolo, situata esattamente di fronte all’Antico Refettorio, è un altro luogo ricco di storia e spiritualità. Un ampio e affascinante salone in tinta verde, dove le monache si riunivano per definire le funzioni, assegnare i ruoli interni e prendere le decisioni più importanti per la vita del monastero.

L’alto valore spirituale di questa sala è richiamato dal ciclo pittorico che decora le pareti dove spiccano le raffigurazioni delle tre Virtù Teologali: Fede, Speranza e Carità. Di fronte ad esse, a testimonianza del passaggio storico alle Suore della Carità, si trova un suggestivo dipinto che ritrae la Fondatrice, Santa Giovanna Antida, nel momento solenne in cui riceve l’Istituto.

Questo ambiente custodisce al suo interno una delle tradizioni più amate dell’arte sacra napoletana: un antico presepe monumentale, risalente al 1800, restaurato nel 2007.

Chiesa di Santa Maria Regina Coeli

La Chiesa Santa Maria Regina Coeli è tra le chiese più belle e meglio conservate del centro antico di Napoli. La sua costruzione fu iniziata nel 1590 e terminata nel 1594 ad opera dell’architetto e capomastro Luciano Quaranta.

Alzando lo sguardo l’elemento di maggior impatto è lo straordinario soffitto a cassettonato, realizzato su disegno di Pietro Marino tra il 1634 e il 1639 e successivamente decorato in oro zecchino nel 1659.

Incastonati in questa maestosa cornice lignea spiccano tre celebri e bellissimi dipinti di Massimo Stanzione, disposti lungo lo spazio presbiteriale e il soffitto, che raffigurano l’Annunciazione, la Natività e l’Incoronazione della Vergine. Più in alto, tra le finestre, il ciclo pittorico si completa con le tele raffiguranti 10 Papi e 4 Sante della prima Era, tra cui la singolare figura di Santa Bega, considerata la protettrice dei gatti.

Lungo le cappelle della Chiesa (cinque sul lato destro e quattro sul lato sinistro) si concentra una straordinaria pinacoteca barocca.

La seconda cappella a Sinistra, dedicata a San Agostino, custodisce tre dipinti eseguiti da Luca Giordano in età giovanile e caratterizzati da tonalità scure e dal forte chiaroscuro di stampo caravaggesco. Sull’altare è esposta la tela di Sant’Agostino che converte l’eretico, sul lato destro si trova Sant’Agostino nel deserto, mentre a sinistra spicca la tela con San Patrizio, canonico lateranense.

Nella terza cappella a sinistra, dedicata a Santa Giovanna Antida Thouret, si trova, sotto una bellissima statua di marmo che la raffigura, l’urna contenente le sue spoglie. La Santa fa parte dei compatroni della città di Napoli e la sua figura è storicamente così radicata nella devozione cittadina che, durante la solenne processione dei busti d’argento dal Duomo a Santa Chiara, la sua effigie è la prima a uscire, alla pari di San Gennaro.

La Chiesa custodisce un altro prezioso oggetto di culto popolare: una rarissima Madonna in fasce realizzata in cera, tra i manufatti ceroplastici più importanti e affascinanti della tradizione napoletana.

Nella cappella della Passione, la quarta sulla sinistra, si possono ammirare sulle pareti laterali altre due tele di Luca Giordano dipinte in età più matura nel 1680: la Salita al Calvario e la Deposizione di Gesù dalla Croce; un singolare Crocifisso ligneo del 1600 che presenta la rarità dell’orecchio scoperto e visibile, quasi come se il Cristo fosse raffigurato in atteggiamento di ascolto verso le preghiere dei fedeli.

La Chiesa vanta anche la presenza di due preziosi tondi scultorei in marmo cesellato attribuiti a Giuseppe Sanmartino, il celeberrimo autore del Cristo Velato. I tondi dialogano con lo splendido rivestimento in marmi commessi che decora tutti gli altari, ultimato nel 1786 sotto la direzione dell’architetto Nicola Carletti.

Questi piccoli pezzi di marmo policromo incastrati a motivi floreali richiamano la magnificenza dell’Altare Maggiore, straordinaria opera di Giovanni Mozzetti e Francesco Valentino risalente al 1655, in cui l’artista ha voluto incastonare la data di fabbricazione direttamente nella madreperla. Tra gli altri capolavori mobili, la Chiesa conserva anche una pregevole tela di Antonio de Dominici raffigurante la Resurrezione di Lazzaro e opere di Micco Spadaro, Beinaschi e Fattorusso.

La Chiesa è stata riaperta nel maggio 2025 dopo ben 7 anni di chiusura, grazie a un fondamentale intervento che ha messo in sicurezza il maestoso soffitto cassettonato ligneo che sovrasta la navata unica. Attualmente essa è aperta al pubblico, anche se al suo interno è parzialmente occupata da un ponteggio di protezione per consentire i lavori di restauro all’estradosso esterno.

La scuola

Nel 1813 Giovanna Antida creò, all’interno del complesso di Regina Coeli, la prima scuola gratuita aperta a tutti a Napoli, consentendo l’accesso all’istruzione, privilegio all’epoca riservato quasi esclusivamente alle famiglie benestanti, anche ai bambini delle famiglie meno abbienti.

La Scuola è ancora oggi presente ed attiva all’interno del complesso Regina Coeli: l’ Istituto Scolastico Paritario Regina Coeli, offre un percorso didattico per la scuola dell’Infanzia, Primaria e Secondaria di I grado, la cui cura e gestione sono tuttora affidate alla dedizione delle Suore della Carità e di un corpo di educatrici ed educatori laici.

L’Istituto rappresenta ancora oggi un presidio educativo fondamentale e un punto di riferimento insostituibile per i giovani e le famiglie del cuore antico di Napoli, mantenendo intatta la visione originaria della sua fondatrice.

Casa Regina Coeli – Il complesso – La scuola
Casa Regina Coeli - Casa per ferie - Stanza Lunch

Casa per ferie

Nel 2025 un intero piano del complesso monumentale è stato completamente ristrutturato per essere dedicato all’accoglienza di turisti, gruppi, pellegrini, famiglie e convegnisti, aprendo le porte di Casa Regina Coeli ad un’ospitalità completamente rinnovata, attraverso la Casa per ferie.

Una struttura ricettiva moderna, pulita e confortevole, gestita dalla Fondazione Opera Pia “Casa Regina Coeli”, ideale per chi cerca un soggiorno tranquillo.

Soggiornare nella Casa per ferie significa anche sostenere le attività della Fondazione stessa, che includono servizi di istruzione scolastica.

Visita la sezione dedicata alla Casa per ferie per conoscere la struttura ed i suoi servizi.