
Casa Regina Coeli
La storia del Monastero di Santa Maria Regina Coeli
Le origini del Monastero di Santa Maria Regina Coeli risalgono agli inizi del XVI secolo.
Nel 1518, quattro monache benedettine del Monastero di Santa Maria ad Agnone decisero di convertirsi alla Regola agostiniana, fondando un nuovo monastero prima sede delle Canonichesse Lateranensi. A causa di un terribile terremoto che ne distrusse la sede originaria, nel 1561 le monache agostiniane perdettero la loro casa, e trovarono rifugio in un palazzo nobiliare che fu del Duca di Montalto, presso il Monastero di San Gaudioso, situato nella parte più antica del centro strico di Napoli, sulla collina di Sant’Aniello a Caponapoli.
Nel 1590, nel nuovo convento intitolato a S. Maria Regina Coeli, iniziarono i lavori di costruzione della Chiesa. Progetto attribuito da alcuni a Giovan Francesco di Palma, e da altri a Vincenzo Della Monica, ed alla cui realizzazione presero parte numerosi architetti (tra i quali spicca il nome di Massimo Stanzione) e che venne completata poi nel 1594 sotto la guida di Luciano Quaranta.
Presso il Monastero Regina Coeli venivano accolte le figlie delle famiglie nobiliari napoletane, o semplici ragazze che non avevano ancora chiaro il proprio futuro, rivelando così subito la propria vocazione non di semplice Monastero, ma di luogo di accoglienza e riflessione.
L’intero complesso, grazie soprattutto alle donazioni delle ricche famiglie nobiliari le cui figlie venivano qui accolte per la vita monacale (tra le quali la famiglia Gambacorta il cui stemma è ancora ben visibile sulla fontana lavamani antistante la sala del refettorio), subì nel tempo importanti interventi di ampliamento ed abbellimento, come la creazione del bellissimo Chiostro nel 1682 e l’aggiunta di pregiatissime nuove opere d’arte che ancora oggi impreziosiscono l’intero complesso monumentale, molte delle quali custodite nella Chiesa di Santa Maria Regina Coeli (opere che vanno dal 1500 a tutto il 1700).
Nel 1809 un decreto reale soppresse tutti gli ordini religiosi presenti a Napoli, così il Convento fu dichiarato bene demaniale dello Stato e le monache di clausura vennero trasferite al Monastero Gesù e Maria.
Nello stesso anno, in pieno Decennio francese del Regno di Napoli, l’imperatore Napoleone Bonaparte decise di affidare il trono di Napoli al cognato e generale Gioacchino Murat (marito della sorella Carolina) il quale, consapevole degli atavici problemi di sovraffollamento ed indigenza degli strati più poveri della popolazione e su suggerimento della madre di Napoleone, decise di far arrivare dalla Francia delle suore che potessero prendersi cura dei malati presso l’Ospedale S. Maria del Popolo degli Incurabili, adiacente al Monastero Regina Coeli.
Giovanna Antida Thouret e le Suore della Carità
Così il 18 novembre del 1810 arrivò a Napoli la religiosa francese Giovanna Antida Thouret (1765-1826), Fondatrice della Congregazione delle Suore della Carità (ancora oggi una comunità vive ed opera all’interno del complesso monumentale), che, attraverso le sue intuizioni apostoliche, nel Monastero S. Maria Regina Coeli realizzò nuovi servizi per i poveri.
Giovanna Antida, originaria di Sancey nella Franca Contea, apparteneva ad una famiglia numerosa ed era rimasta presto orfana di madre, temprando il suo animo e la sua vocazione religiosa sin dal principio. Durante il periodo della Rivoluzione francese, prestò le sue cure ad ammalati e bisognosi e si dedicò all’educazione e all’istruzione delle giovani. L’11 aprile 1799 fondò il primo nucleo della nuova Congregazione: le Suore della Carità. Suor Giovanna Antida Thouret, donna forte e risoluta, quando arrivò a Napoli con le sue compagne, operò una vera rivoluzione umanitaria, mettendosi al servizio dell’educazione delle giovani e degli strati più deboli della popolazione. Oltre a prestare cure agli ammalati presso l’Ospedale degli Incurabili, Giovanna Antida e le consorelle scesero per le strade, tra la gente, nei cosiddetti bassi napoletani (piccole abitazioni a piano terra con accesso diretto sulla strada) per portare cibo, conforto e medicine agli strati più indigenti della popolazione.
La Congregazione delle Suore della Carità rese presto di nuovo agibile l’antico Complesso, riportando il Monastero al primitivo decoro e la Chiesa all’antico splendore.
Oggi la Congregazione internazionale delle Suore della Carità di Santa Giovanna Antida Thouret è presente in 32 paesi tra Europa, Africa, Asia e America. Nella Chiesa le Suore vivono il carisma della carità nel servizio spirituale e temporale dei poveri, attraverso un apostolato attivo che si spende nell’ambito dell’educazione, dell’assistenza sociale e sanitaria e dell’evangelizzazione.

Casa Regina Coeli
Giovanna Antida aprì le porte del Monastero che diventò da allora in poi “Casa” – come la amava definire proprio Santa Giovanna Antida – per i bambini poveri che qui vengono accolti, nutriti ed istruiti e alle donne non maritate che intendono dedicarsi al servizio della comunità.
Coltivò erbe medicinali nel giardino del Chiostro per trasformarle personalmente in numerosi medicamenti per gli ammalati, realizzati direttamente nella farmacia che fece allestire all’interno del complesso Regina Coeli istruendo le sue compagne nella preparazione e somministrazione dei medicinali. Ancora oggi si trova una Farmacia storica che è visitabile.
Giovanna Antida, con il suo sguardo pragmatico e dall’ampia visione, si rese conto sin da subito che la povertà non poteva essere debellata soltanto con la distribuzione di pasti e medicine, ma che occorreva una salda istruzione ed educazione alla vita, condizione primaria per una comunità sana.
Creò così nel 1813, a Napoli, la prima scuola gratuita aperta a tutti, all’interno del complesso di Regina Coeli dove si insegnava a fare i conti, il ricamo, la musica e il francese, ai figli delle famiglie più abbienti e a quelli delle famiglie più povere. La Scuola ancora oggi è presente ed attiva nell’Istituto Paritario di Infanzia, Primaria e Secondaria I grado, ubicata in un’ala dedicata del complesso Regina Coeli.
L’apostolato attivo di Giovanna Antida e delle sue compagne, fatto di una carità praticata attraverso l’aiuto materiale e l’istruzione, scrive un luminoso capitolo della storia di Napoli che si irradia sino a noi, attraverso l’operato delle consorelle, le Suore della Carità, che tutt’oggi operano sulle tracce del suo insegnamento dedicandosi ad attività educative, alla cura degli anziani e degli ammalati del quartiere, all’evangelizzazione e all’accoglienza.
Oggi
È con lo stesso approccio progettuale che oggi il Complesso monumentale Casa Regina Coeli, gestito dalla Fondazione Opera Pia “Casa Regina Coeli”, apre le porte ad un nuovo tipo di ospitalità e di proposta culturale e spirituale, attraverso servizi di accoglienza ed ospitalità, istruzione scolastica paritaria e la fruizione culturale delle bellezze storiche ed artistiche custodite nel Complesso monumentale.
La Casa Regina Coeli è ancora oggi aperta ed attiva, con la comunità delle Suore della Carità presenti nel complesso e nel tessuto urbano napoletano. Il Complesso monumentale offre uno spazio nel quale la storia sembra essersi fermata per arrivare sino a noi intatta nella sua bellezza artistica, spirituale e culturale.
Scopri come poter vivere oggi Casa Regina Coeli, attraverso: l’ospitalità nella nuova Casa per ferie realizzata nel 2025, i percorsi di visita guidata e la possibilità di disporre dei suoi spazi per eventi e convegni.


